david bowie
17
Feb

La sinestesia

Quando si parla di sinestesia, ci si può riferire a due ambiti diversi: alla poesia, in quanto la sinestesia è un tipo di figura retorica che consiste nell’accostamento di due parole che appartengono a due piani sensoriali differenti, o alla psicologia, dove indica un fenomeno sia sensoriale che percettivo caratterizzato dalla risposta di due sensi diversi a uno stimolo proprio di una sola modalità sensoriale.
Le esperienze sinestesiche possono essere di vari tipi: la più comune e la più studiata è detta sinestesia grafema-colore: in questi casi, un determinato carattere alfanumerico è visto dalla persona sinestesica sempre di uno stesso colore (ad esempio tutte le a saranno rosse). Questo fenomeno è determinato da un eccessivo numero di connessioni tra l’area dell’encefalo che si occupa di analizzare i grafemi e quella desinata all’elaborazione dei colori. Ci sono due ipotesi che spiegano la sinestesia grafema colore: la prima, avanzata dal neuroscienziato indiano Vilayanur Ramachandran, afferma che tutte le connessioni cerebrali subiscono un processo di pruning, “sfoltimento” durante la crescita dell’individuo. Nei sinestesici non avviene il pruning delle connessioni tra le aree dei grafemi e quella dei colori. L’americano Peter Grossenbacher, invece, ha ipotizzato che nel cervello dei non-sinestesici, le connessioni tra le aree che permettono questo tipo di esperienze siano semplicemente disattivate, e non completamente rimosse. Questa ipotesi è avvalorata dal fatto che chi assume sostanze psicoattive è in grado di fare un’esperienza “pseudo-sinestesica”.
Esistono altri tipi di sinestesia, ad esempio linguaggio-gusto, personificazione del linguaggio e melodia-colore. Per quanto riguarda quest’ultimo, non pochi sono gli artisti che hanno provato a mettere su tela ciò che vedevano ascoltando determinati suoni. La pittrice Melissa McCracken ha dipinto ciò che vede ascoltando alcune canzoni. Ecco alcuni esempi (per vedere tutte le sue opere è sufficiente visitare il suo sito web, http://www.melissasmccracken.com/):

david bowie Life on Mars – David Bowie

hallelujah Hallelujah – Jeff Buckley

Come possiamo parlare di sinestesia leggendo Alice nel paese delle meraviglie? Nel terzo capitolo del libro Alice ascolta la storia del Topo, immaginandosela scritta come se fosse una lunga coda.
Non è anche questa un’esperienza sinestesica? Alice sente la storia e contemporaneamente la vede, si attivano, cioè due zone del cervello che normalmente sarebbero separate.

storia a coda

La sinestesia di Alice potrebbe essere l’origine del suo viaggio, ovvero tutto ciò che vede e immagina del paese delle meraviglie potrebbe essere il risultato di un’esperienza sinestesica aggiunta all’immensa immaginazione di una bambina.
Carroll, purtroppo, non ci dà nessuna informazione al riguardo, quindi non ci resta che goderci questo libro e lambiccarci il cervello per capire quale possa essere il messaggio che ci vuole trasmettere.

Laura Spolverato

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