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25
Feb

Di domus in domus – Nunc est bibendum

“Salve Socrate! Dove stai andando?”
“A casa di Agatone, Aristodemo. Ma a te non andrebbe di partecipare a questo banchetto senza essere stato invitato?”
“Farò come vuoi tu.”
“Bene, in questo caso, vieni con me.”

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All’insegna di Platone si aprono le porte della domus, per accogliere i convenuti al Simposio.
Autori classici e moderni guidano gli ospiti nella casa: nella camera dei padroni, degli schiavi, fino al soggiorno, dove un alzata di calici comune accompagna il brindisi “Nunc est bibendum”.
Diciamoci la verità: non risulta molto semplice immaginare tutto questo quando ci si trova di fronte qualche muretto in pietra appena percettibile o qualche base di colonna che non si riesce a riconoscere.
Ma il teatro ha il potere di far immaginare le cose più impensabili ed è così che una domus romana può improvvisamente tornare a vivere, accogliendo il pubblico come gradito ospite.

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Si sa, quando si entra in casa ci si pulisce le scarpe, a maggior ragione se non si è in casa propria.
Ma se la casa è una catapecchia di certo non si sente il bisogno di rispettarla… una trave in più, una trave in meno non fanno la differenza, ma se una di queste avesse inciso il nome di una persona che un tempo ha amato, odiato, riso e sofferto, la trave non assumerebbe forse più valore al punto da ritenere importante lasciarla dov’è?

Una domus romana, delle terme, una bottega artigianale, sono tutti luoghi nei quali sono entrate delle persone reali che hanno vissuto vite non troppo diverse da quelle attuali, che hanno vissuto emozioni squisitamente umane e che hanno legato a quei luoghi dei ricordi.
Se conoscessimo quei ricordi tratteremmo delle vecchie pietre con più rispetto?
“Sola me ne vo per la città, passo tra la folla che non sa…”
Una folla che non sa che le strade che sta percorrendo sono già state percorse, una folla che non sa che in quell’edicola dove va a prendere il giornale un tempo si trovava un tempio, una folla che non sa di vivere in una città che ha secoli di storia.

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La passeggiata archeologica è nata con questo intento: rendere consapevoli gli abitanti del luogo del patrimonio che hanno a disposizione.
Un’esperienza inaugurata nel 2012 con del Fior d’arancio proseguì nel 2013 e nel 2014 in forma istituzionalizzata: «L’amministrazione comunale di Este, nell’ambito degli eventi “Il museo fuori dal museo”, ha voluto attivare un moderno percorso di conoscenza e quindi di educazione al patrimonio archeologico locale, ideato e condotto dalla dott. Cinzia Tagliaferro per Studio D, in collaborazione con alcuni giovani attori.»

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2015, dalla domus alla necropoli… ma questa è un’altra storia.

Elisabetta Borille

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