rassegna
17
Mar

Rassegna Nazionale di Teatro della Scuola di Serra San Quirico

CONSIDERAZIONI SPARSE SU RASSEGNA E DINTORNI
INCONSAPEVOLEZZA DI UN’ESPERIENZA

Serra San Quirico è un luogo dell’anima: ogni volta che ritorno nei paesaggi di questo paesino marchigiano sento di non essere mai andato via. Forse è risonanza dell’anima con il territorio marchigiano; o forse è per quello che in molti chiamano “Effetto Serra”.

A Serra San Quirico si svolge ogni anno, da trentaquattro anni, la Rassegna Nazionale di Teatro della Scuola, tre settimane dedicate alle scuole di tutta Italia (e oltre, come vedremo) e ai loro modi di fare teatro. Ogni scuola è invitata a partecipare alla Rassegna per tre giorni, durante i quali, oltre a rappresentare il proprio lavoro, vedrà lavori delle altre scuole ospiti e parteciperà a vari laboratori con operatori teatrali di tutta Italia. Momenti importanti sono i salotti, all’inizio e alla fine della permanenza, per la conoscenza reciproca il primo e l’elaborazione dell’esperienza fatta il secondo.
Restare tra i 12 e i 14 giorni in Rassegna, come è capitato a me, significa fare una scorpacciata di spettacoli realizzati da bambini e ragazzi di tutte le età, significa vedere come in tutta Italia si sta resistendo perché essi possano continuare a fare teatro, significa condividere con altre persone il linguaggio teatrale non solo nel momento delle performance, ma anche nel suo farsi, nei momenti di preparazione: il teatro diventa occasione di racconto, di scambio, di crescita che viene dal confronto delle differenze.

Quando ero più giovane, ho avuto un momento di scontro con tale Rassegna, nel 2009, per differenti concezioni del fare teatro. Nel tempo mi è stata data la possibilità di conoscere direttamente la Rassegna, di viverla in prima persona, e ho capito che quel momento di scontro ha portato a una crescita importante. Serra San Quirico è rimasta a lungo dentro di me come un’ esperienza bella a metà: belle le parole, belli i laboratori, ma pareva non corrispondesse ai fatti. E’ rimasta dentro di me e ha continuato a lavorare. Finché ho deciso di partecipare alla S.E.T.E. (Scuola Estiva di Teatro Educazione) nel 2014 e ho toccato con mano significanti e significati del teatro educazione.

Non sta a me in questa sede spiegare cosa fa l’ATGTP di Serra San Quirico. Posso solo dirvi che tutto ciò ha rappresentato la scoperta di quello che cercavo in maniera inconsapevole: il teatro non è solo fare spettacolo; attraverso il linguaggio del teatro si possono conoscere profondamente gli altri, si può giocare con qualsiasi cosa, trasformare, si può fare vera filosofia.
“Io vengo a teatro non per imparare a mettermi una maschera ma per imparare a togliere la mia”, ha detto una volta un ragazzo a un laboratorio. Un ottimo riassunto.
Si può.

In teatro “si può”.

E proprio perché “si può”, il teatro è luogo dell’infinito “si può” dell’uomo: l’anima.

Serra San Quirico è un luogo dell’anima perché si fa teatro sempre: dal saluto all’anziana serrana sul terrazzo all’ospitare Dario Fo. Mi sembra di non andare mai via da Serra, di ritornare fisicamente ma di non partire con lo spirito perché qui si fa anima. Senza buonismi, rispettando le storie dei viaggiatori che per un po’ cercano un porto sicuro.
Emilio Milani

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